Chiacchierata con Marino Garfagnoli gestore de “I Viaggi del Genio”

Chiacchierata con Marino Garfagnoli gestore de “I Viaggi del Genio”

Buongiorno Marino, la situazione che stiamo vivendo che tipo di impatto ha per un soggetto come il vostro che si occupa di turismo a largo spettro, viaggi sull’isola, scuole viaggi all’estero. Gli effetti sono disastrosi perché si è fermato tutto e quindi tutte le aziende come i tour operator e le agenzie di viaggio che lavorano con il turismo si sono fermate. La situazione per questo tipo di aziende, come altre legate all’indotto turistico, al movimento al territorio, è drammatica, non so se gli incentivi, i sostegni che verranno messi a disposizione dal governo come la cassa integrazione basteranno. Lo so che è una provocazione però dobbiamo cogliere questa occasione per cambiare e quindi anche l’approccio al turismo, alla fruizione del territorio rispetto alle esperienze che si possono fare.

Anche il nostro territorio può dare molto, abbiamo spazio, natura, abbiamo le tradizioni locali, la cultura, i prodotti agroalimentari e sono tutti valori aggiunti. In questo periodo stiamo mettendo l’accento sul turismo interno vista la situazione del blocco attuale del turismo internazionale del quale l’Italia, la Toscana, l’Elba vivono. Questo cambio di paradigma è un passaggio da un turismo di quantità a un turismo di qualità. Andando a capire se la qualità si porta dietro un valore aggiunto in termini economici.

Il fenomeno di overturism probabilmente è una fase superata che appartiene ad un altro mondo, se propendiamo sulla seconda ipotesi di cambiare paradigmi. Se dalla quantità si passa alla qualità poi bisogna che questa qualità renda da un punto di vista economico, se anziché lavorare solo per due mesi riusciamo a fare in modo che la frequentazione turistica si estenda per tutto l’anno, questo potrebbe essere un modo per risolvere tanti aspetti. Di questo fino prima dell’inizio della crisi se ne parlava ma di fatti concreti non se ne sono visti, adesso questa crisi sta spostando qualcosa nel modo di affrontare il futuro perché dopo questa stagione c’è quella del 2021, non è che con la bacchetta magica si risolve. Dell’allungamento della stagione sono 40 anni che se ne parla ma in concreto di passi in quella direzione non ne sono stati fatti perché probabilmente a molti va bene così.

Bisogna fare sistema fra le istituzioni e gli stakeholder, si siedano intorno ad un tavolo e facciano un progetto che vada in quella direzione. Questo territorio ha bisogno di una regia unica e gli strumenti ci sono anche la legge sugli ambiti turistici va in questa direzione. Confrontarsi e collegarsi in maniera più stretta a quelle che sono le politiche turistiche del territorio da parte della Regione Toscana e avere una sorta di cabina di regia che consenta di fare sistema, di fare rete, di programmare per esempio dall’autunno 2020 per tutta la stagione 2021. Organizziamo i prodotti di fruizione del territorio, la frequentazione attraverso una rete che programmi per tutto l’anno le possibilità di vacanza, di visita.

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