Chi sarà sottoposto ai primi test sierologici

Chi sarà sottoposto ai primi test sierologici

Test sierologico rapido per gli operatori sanitari che hanno avuto contatti con persone affette da Covid-19, ma anche per i medici di famiglia, i pediatri e i medici di continuità. Se dal contatto sono passati almeno sette giorni, il test per la ricerca degli anticorpi si accompagnerà contestualmente al tampone. Identiche disposizioni sono previste per i medici e gli infermieri del 118. Quanto ai medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta, per loro i test rapidi saranno effettuati su un campione significativo, con un’ottica di screening.

I positivi dovranno essere poi confermati con tampone. In tutti e due i casi saranno sottoposti pure a tampone. Formalizza l’individuazione di tre coordinatori, uno per Asl, che dovranno regolare il flusso di pazienti negli ospedali e in particolare nei reparti di terapia intensiva. E’ previsto che le microbiologie del servizio sanitario regionale e i laboratori di microbiologia attivati successivamente lavorino ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, per analizzare i test specifici sul Covid-19.

Si parla infine degli ‘alberghi sanitari’ e delle cure intermedie. I primi, dove sarà garantita idonea sorveglianza infermieristica e medica, sono destinati ai pazienti Covid positivi dimessi dagli ospedali e clinicamente guariti e ai paucisintomatici. Potranno però essere utilizzati, all’evenienza, anche per la gestione di contatti stretti di pazienti Covid positivi, se presso il domicilio non sia possibile garantire un isolamento adeguato. I posti letto delle cure intermedie si ribadisce invece che saranno destinati ai pazienti Covid positivi, giunti al termine dei trattamenti sanitari in reparto o anche appena arrivati, che necessità di un assistenza di bassa intensità.

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