Coronavirus, punizioni più severe per chi continua a uscire. Denuncia per procurata epidemia a chi viola la quarantena

Coronavirus, punizioni più severe per chi continua a uscire. Denuncia per procurata epidemia a chi viola la quarantena

La decisione arriva in mattinata, quando si capisce che il numero dei contagiati da coronavirus continua ad aumentare, così come quello dei denunciati per violazione del divieto di uscire a chi non ha «comprovate necessità». E allora la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese dà indicazione al capo della polizia Franco Gabrielli e ai prefetti di tutta Italia per una nuova stretta sui controlli di chi viene sorpreso in strada e non può giustificarsi. Ma, soprattutto, fa cambiare il modulo dell’autocertificazione con l’inserimento di una «voce» in cui la persona fermata deve dichiarare di «non essere in quarantena».

Il nuovo modulo

Il modulo che da lunedì è sul sito del ministero dell’Interno e si deve esibire al momento dei controlli contiene tre punti. Nel primo si dichiara di «essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio», nel secondo si certifica di «non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus Covid-19», nel terzo infine di «essere a conoscenza delle sanzioni previste».

Un milione di controlli

Dall’11 marzo scorso — giorno dell’entrata in vigore del decreto che impone di non uscire — sono state controllate un milione e 250 mila persone e più di 415 mila negozi. Sono oltre 35mila i denunciati: soltanto ieri 7.890, il 13,5% in più rispetto al giorno precedente.

Le sanzioni

Da giorni vengono pubblicate video e foto di persone a spasso, tanto che l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera avvisa via Facebook: «Vi controlliamo attraverso le celle telefoniche, non uscite di casa è assolutamente importante perché questa battaglia la vinciamo noi».

La nuova stretta

Nel decreto firmato dal premier Giuseppe Conte non si vieta di passeggiare o portare a spasso il cane, ma il governo ha chiarito — e Borrelli lo ha detto esplicitamente — che gli spostamenti devono essere «nella propria zona e per un tempo limitato, massimo in due, mantenendo invece la distanza di sicurezza rispetto agli altri». E dunque evitando in ogni caso gli assembramenti davanti ai negozi.

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